Tempo di lettura 2 minuti
La previdenza complementare, ad oggi, rappresenta per l’Italia una grande opportunità per il futuro.

In passato il nostro sistema previdenziale ha garantito delle prestazioni pensionistiche elevate fintantoché la situazione è divenuta insostenibile. Per molti anni c’è stata una scarsa correlazione tra i contributi che venivano versati e le prestazioni erogate con il metodo retributivo.

La nostra popolazione sta subendo un processo di invecchiamento con sempre più anziani che hanno diritto alla pensione e sempre meno giovani che contribuiscono. Diventa quindi fondamentale per i contribuenti, specialmente quelli più giovani, integrare la propria pensione con forme volontarie di accantonamento che prendono il nome appunto di previdenza complementare.

Previdenza complementare: Com’è nata

La prima proposta legislativa concernente la previdenza complementare in Italia avvenne nel 1978 ad opera del ministro del lavoro Vincenzo Scotti. Questa prevedeva il bisogno dell’istituzione di un secondo pilastro a fianco del sistema pensionistico di base.

Successivamente, i disegni di legge ddl n. 1461 e n. 1778 del 1984 confluiti nella proposta Cristofori dell’86, la proposta di Gianni de Michelis e nel 1988 quella di Rino Formica avevano come comun denominatore l’obiettivo di stimolare la crescita della previdenza complementare. Ciò doveva avvenire diminuendo il massimale contributivo da sottoporre alla previdenza obbligatoria riducendo nel contempo la spesa pubblica per le pensioni.

In questa sezione troverete tutti gli approfondimenti e leggi in materia di previdenza complementare.

Seleziona per categoria