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Le pensioni nel 2020, sulla base della legge di bilancio ancora in discussione, non subiranno grandi ripercussioni.

Vi è comunque un segnale di aumento, se pur minimo, degli importi delle pensioni nel 2020, infatti attraverso una rivalutazione degli assegni, secondo quanto trapelato dalla legge di bilancio, alcune prestazioni subiranno delle variazioni in positivo.

Oltre a questa piccola novità, che spiegheremo dettagliatamente all’interno di questo articolo, forniremo un quadro dettagliato delle pensioni nel 2020, come ad esempio quanti contributi occorrono per accedere alle pensioni nel 2020, come sarà possibile accedere all’opzione donna e alla quota 100 nel 2020, quando sarà possibile lasciare il lavoro nel 2020, e quali sono i requisiti per accedere alle principali prestazioni di pensione anticipata e vecchiaia nel 2020, non dimenticandoci dell’importante introduzione della pensione di cittadinanza nel 2020.

Pensione di Vecchiaia nel 2020

Che cos’è la pensione di vecchiaia?

La pensione di vecchiaia è una prestazione che viene erogata dall’Inps, al conseguimento di determinati requisiti contributivi e anagrafici, a tutti i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’AGO, e ad altre forme di assicurazione sostitutiva, esclusiva, integrativa ivi compresa la gestione separata.

Quali sono i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia nel 2020?

I requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia, rimangono sostanzialmente invariabili come le altre pensioni nel 2020, ma andiamo a riassumerli nel dettaglio: 

  • 67 anni di età anagrafica per tutte le categorie di lavoratori (autonomi e dipendenti) e per ambo i sessi;
  • Un minimo di 20 anni di contribuzione;

Quindi i lavoratori che possiedono i requisiti sopracitati potranno richiedere la pensione di vecchiaia nel 2020 inviando apposita domanda all’Inps;

Una volta ricevuta la domanda l’istituto provvederà al calcolo della prestazione la quale può variare a seconda del sistema al quale il soggetto è sottoposto, contributivo o retributivo, l’assegno decorrerà dal mese successivo a quello in cui la domanda è stata presentata.

Pensione di anzianità nel 2020

Anche la pensione di anzianità nel 2020 non ha subito grandi modifiche inerenti al diritto e all’importo dell’assegno;

Nel panorama delle pensioni nel 2020, quella di anzianità rappresenta una tra le principali prestazione ordinarie di pensionamento alla quale hanno diritto d’accesso tutte quelle categorie di lavoratori, dipendenti e autonomi, iscritti all’AGO, e ad altre forme di assicurazione sostitutiva, esclusiva, integrativa ivi compresa la gestione separata.

A differenza della pensione di vecchiaia quella di anzianità non possiede limiti anagrafici ma è caratterizzata dalla richiesta di un requisito contributivo di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne.

La procedura per richiedere la pensione di anzianità nel 2020 è uguale a quella per la vecchiaia, i criteri di calcolo sono i medesimi e i tempi di erogazione della prestazione scattano anche in questo caso dal mese successivo alla presentazione della domanda.

Quota 100 nel 2020

Quota 100 in pericolo nel 2020

La quota 100, prestazione di prepensionamento che ha concesso l’uscita anticipata ad una folta schiera di lavoratori negli ultimi anni, potrebbe essere in pericolo e non rientrare nel portafoglio delle pensioni 2020;

Il dibattito tra il Movimento pentastellato e Italia Viva è ancora al centro delle polemiche che orbitano intorno al rinnovamento della quota 100 nel 2020, Teresa Bellanova afferma: “Nella legge di bilancio non vi sono ambiti intoccabili. Ad esempio, quota 100 risponde a gruppi ristretti di persone, e mette in discussione i diritti di tante altre come ad esempio gli usuranti e i precari”.

Quota 100, come già anticipato, ha permesso di andare in pensione a 95mila lavoratori nel mondo privato, ben più di tutti coloro che, con requisiti assai più rigidi nonostante le condizioni socio-economiche di svantaggio, sono riusciti a ottenere un anticipi con l’ape sociale e l’opzione donna, due canali di flessibilità in uscita attivati dopo la riforma Fornero.

Il Ministro dell’Economia Alberto Gualtieri, afferma: “Non è stata sicuramente una misura ottimale. Andrà ad esaurimento. Questa misura ha un costo consistente e le risorse andavano spese in un modo diverso. Abbiamo deciso di lasciare così come è per non creare un clima di ansia e incertezza, e quindi l’abbiamo lasciata lì anziché eliminarla”

Luigi Di Maio replica: “I cittadini ci chiedevano di non toccare Quota 100, che ha permesso a migliaia di persone di andare finalmente in pensione e di cominciare una nuova vita. E siamo riusciti a confermarla. Chi ha faticato per una vita potrà andare in pensione in maniera dignitosa e allo stesso tempo si libereranno nuovi posti di lavoro. Vedo che ancora c’è chi si ostina a dire che va abolita, tranquilli perché fin quando il MoVimento 5 Stelle sarà al governo non accadrà”.

Per cui da quanto sta emergendo secondo fonti politiche quota 100 dovrebbe rientrare nel portafoglio delle pensioni nel 2020 ma andiamo a vedere nel dettaglio quali sono i requisiti per accedervi.

Come lascia intendere lo stesso acronimo, quota 100 è una prestazione di prepensionamento che consente, grazie al  cumulo dell’età anagrafica e contributiva, di ottenere appunto una quota pari a 100;

Nello specifico chi vuole accedere alla prestazione deve possedere 62 anni di età e 38 di contributi.

Opzione Donna nel 2020

La nuova legge di bilancio ha prorogato per tutto il 2020 l’opzione donna, misura che consente alle donne di andare in pensione anticipatamente con il sistema del ricalcolo contributivo, andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratta.

Anche l’opzione donna rientrerà nel portafoglio delle pensioni nel 2020, questo vuol dire che tutte quelle donne dipendenti in possesso di 58 anni di età, e autonome 59, potranno andare in pensione se in possesso di 35 anni di contributi;

Questo porterà ad un allargamento della platea delle beneficiarie, infatti rientreranno nel diritto dell’opzione donna nel 2020 anche le nate entro il 31 dicembre 1961 (se lavoratrici subordinate), e quelle nate entro dicembre del 1960 in caso di lavoratrici autonome.

E’ utile ricordare che l’opzione donna concede il prepensionamento a patto che le lavoratrici accettino il calcolo della prestazione secondo il metodo contributivo, il quale porta ad una decurtazione dell’assegno pari al 25/30% rispetto all’ultimo stipendio percepito.

E’ chiaro dunque che per tutte quelle lavoratrici che hanno una posizione contributiva corposa antecedente al 31/12/1995, e alle quali sarebbe spettato il calcolo dell’assegno con il sistema misto, saranno quelle maggiormente penalizzate nell’importo dell’assegno.

Pensione precoci nel 2020

Lo scivolo pensionistico per i lavoratori precoci è stato confermato nella legge di bilancio del 2020, quindi i lavoratori precoci possono continuare a ritirarsi con 41 anni di contributi senza applicare i 5 mesi in più di aspettativa di vita.

Le prestazioni di prepensionamento concesse ai lavoratori precoci, quindi, rientrano nel pacchetto delle pensioni nel 2020, ma chi sono i lavoratori precoci?

Rientrano nella categoria “lavoratori precoci” tutti quei soggetti che possono dimostrare di aver lavorato per almeno 12 mesi prima del 19° anno di eta, e di aver maturato l’anzianità contributiva richiesta entro il 31 dicembre del 1995.

Questo requisito, congiuntamente al possedimento di altri, consente a suddetta categoria di usufruire del prepensionamento accedendo alla pensione di anzianità con 41 anni di contributi invece dei 42 e 10 mesi richiesti, ma come precedentemente specificato i lavoratori precoci dovranno possedere ulteriori requisiti per vedersi riconoscere tale diritto.

Infatti affinché possa perfezionarsi il requisito il lavoratore dovrà appartenere ad una delle seguenti categorie:

  • Lavoratore dipendente in stato di disoccupazione che ha terminato da almeno 3 mesi di percepire l’indennità di disoccupazione Naspi;
  • Caregiver, cioè lavoratore dipendente o autonomo che assiste da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado con handicap;
  • Lavoratore dipendente o autonomo che ha un’invalidità pari o superiore al 74%;
  • Lavoratore che svolge attività usuranti, e aver svolto questo tipo di lavori per almeno 7 anni degli ultimi 10 di attività.

Ricapitolando, tutti quei lavoratori dipendenti o autonomi che hanno una contribuzione di almeno 12 mesi precedente il 19° anno di età, e che possiedono almeno uno dei requisiti sopra elencati, potranno accedere al prepensionamento di anzianità con 41 anni di contributi anziché 42 e 10 mesi.

Per accedere a questo beneficio ricordiamo che occorre inviare domanda entro il 31 marzo di ogni anno, qualora la domanda dovesse essere presentata successivamente entro e non oltre il 30 novembre questa potrà essere presa in considerazione solo se vi saranno risorse finanziare sufficienti a coprire il pagamento della prestazione.

Pensione sociale nel 2020

Anche nel 2020 l’assegno sociale subirà l’aumento grazie alla rivalutazione ISTAT dello 0,4%

Le pensioni nel 2020 potranno contare ancora sul buon vecchio assegno sociale, che spetta a tutti quei lavoratori che non possiedono i requisiti contributivi previsti dalla legge per accedere alle prestazioni di pensionamento ordinario.

Oltre ai requisiti contributivi i soggetti che richiedono l’assegno sociale nel 2020 devono rispettare alcuni limiti reddituali, annualmente rivalutati, a seconda che il richiedente sia sposato o meno;

L’assegno sociale non prevede inoltre trattenute IRPEF ed è soggetto annualmente ad una verifica da parte dell’Inps sulle condizioni che ne determinano il diritto, in caso contrario l’Inps può decidere di eliminare annualmente la prestazione, qualora i requisiti reddituali venissero meno.

Quali sono i requisiti dell’assegno sociale nel 2020?

  • Come le altre prestazioni ordinarie riguardanti le pensioni nel 2020, anche per l’assegno sociale il requisiti anagrafico è di 67 anni;
  • oltre al requisito anagrafico si dovrà rispettare anche quello di residenza, ovvero occorre dimostrare di essere soggiornati in Italia per almeno 10 anni continuativi;
  • Per quanto riguarda invece i limiti reddituali per l’assegno sociale nel 2020 questi sono stati fissati a 5,824 € se celibe/nubile, 11.649,82 se coniugati.

Pensione di cittadinanza 2020

Pensione di cittadinanza confermata dalla legge di bilancio 2020

All’interno del disegno legge riguardante la legge di bilancio 2020, ancora al Senato ed in attesa di pubblicazione entro il 31 dicembre, è stata confermata, all’interno del pacchetto delle pensioni nel 2020, anche la pensione di cittadinanza, ma andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratta.

La pensione di cittadinanza insieme al reddito di cittadinanza, è una misura atta a riequilibrare le risorse di una delle categorie più deboli in Italia, i pensionati, e nello specifico a tutte quelle persone che hanno un assegno al di sotto delle soglie di povertà stabilita dall’ISTAT che è di 780 €.

La pensione di cittadinanza è sostanzialmente un’integrazione all’assegno minimo per i pensionati over 67, in base alle ultime novità del decreto questa spetterebbe anche ai pensionati al di sotto dei 67 anni nel caso in cui il componente o i componenti del nucleo familiare convivano esclusivamente con una o più persone affette da disabilità grave o di non autosufficienza.

Se un pensionato ad esempio percepisce una pensione di 500 euro e vive in affitto, riceverà una integrazione dell’assegno fino a 630 € più 150 € di contributo per l’affitto, arrivando cosi a percepire fino a 780 €, ovvero la soglia minima predisposta dall’ISTAT.

A chi spetta la pensione di cittadinanza nel 2020

I requisiti per poter avere accesso alla pensione di cittadinanza nel 2020 sono i seguenti:

  • Avere più di 67 anni;
  • Avere meno di 67 anni nei casi in cui il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore a 67 anni convivano esclusivamente con una o più persone affette da disabilità;
  • Se si vive in un nucleo familiare questo deve essere composto da soli over 67;
  • Possedere i requisiti ISEE previsti dalla legge, ovvero un’attestazione isee inferiore a 9.360 € se si abita in affitto, 7.560 € se la casa è di proprietà;
  • Il valore del patrimonio immobiliare non deve superare i 30.000 €;
  • Il valore del patrimonio mobiliare calcolato sempre ai fini ISEE non deve superare i 6.000 € se si vive da soli, + 2.000 € per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo fino ad un massimo di 10.000 € incrementabile di ulteriori 1.000 € per ogni figlio successivo al secondo e di + 5.000 € per ogni soggetto affetto da disabilità;
  • Inoltre occorre non aver acquistato una nuova auto nei 6 mesi precedenti la domanda, non aver acquistato una nuova auto sopra i 1600 cv, una moto sopra i 250 cv o una nave o imbarcazione da diporto nei due anni precedenti la domanda.

La pensione di cittadinanza nel 2020 spetta a tutti quei pensionati possessori delle seguenti prestazioni:

  • Pensioni minime che non superano quindi i 500 €;
  • Assegno sociale;
  • Invalidi civili;
  • Pensione di reversibilità;
  • Tutte quelle pensioni inferiori a 780 €.

Al fine di ottenere il riconoscimento della pensione di cittadinanza nel 2020 i pensionati devono inoltrare apposita domanda presso:

  • Poste Italiane;
  • Caf;
  • Patronati;
  • Il sito ufficiale online dal 4 febbraio 2019, previo possesso di Spid.

Rivalutazione delle pensioni nel 2020

Come ogni anno anche le pensioni nel 2020 subiranno gli aumenti previsti dall’ISTAT, ovvero saranno soggette alla cd. perequazione automatica dell’importo rispetto all’inflazione, il costo della vita.

Come stabilito dalla legge di bilancio 2020 gli importi delle pensioni nel 2020 aumenteranno in 6 scaglioni di aliquote distinte:

  • Il 100% per i redditi fino a 4 volte il trattamento minimo, quindi per coloro che prendono un assegno mensile pari a 2.052 €;
  • Al 77% per i trattamenti fino a 5 volte il trattamento minimo;
  • Al 52% fino a 6 volte;
  • 47% fino ad 8 volte;
  • 45% fino a 9 volte;
  • 40% per tutti quelli superiori a 9 volte.

La rivalutazione delle pensioni nel 2020 secondo gli indici ISTAT è stata fissata allo 0,40%.

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