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Che cos’è l’opzione donna?

L’opzione donna, per chi ancora non lo sapesse, è stata introdotta dalla legge Maroni (art. 1 comma 9 della legge 243/04) e consente di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro alle donne che possiedono determinati requisiti anagrafici e contributivi.

Chi può accedere all’opzione donna?

  • Tutte le lavoratrici iscritte all’assicurazione obbligatoria;
  • Le lavoratrici iscritte ai fondi sostitutivi od esclusivi dell’assicurazione obbligatoria (dipendenti del settore pubblico, autonome, dipendenti del settore privato).

E’ opportuno puntualizzare che non possono aderire a tale forma di prepensionamento le lavoratrici iscritte alla gestione separata.

Quali sono i requisiti anagrafici e contributivi?

Per poter accedere all’opzione donna nel 2020 è necessario essere in possesso di:

  • 58 anni se lavoratrici dipendenti (pubblico, privato);
  • 59 anni se lavoratrici autonome;
  • 35 anni di contributi entro il 31/12/2019.

Quali sono le penalizzazioni?

L’opzione donna sembra un’ottima prestazione per uscire dal mondo del lavoro con requisiti abbastanza generosi, ma ovviamente le lavoratrici sono chiamate a dover rinunciare ad ulteriori benefici che vanno ad interessare il calcolo della prestazione.[DISPLAY_ULTIMATE_SOCIAL_ICONS]

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Infatti, gli assegni che vengono calcolati con il regime sperimentale donna, pur rientrando di diritto nel sistema di calcolo retributivo o misto, saranno calcolati interamente con il sistema contributivo.

Ciò comporta un’ovvia penalizzazione nell’importo della pensione essendo, il metodo contributivo, un sistema che agisce seguendo logiche di calcolo meno generose rispetto a quelle adottate dal metodo retributivo.

Opzione donna per le nate nel 1961

Con il messaggio n. 243/2020, l’Inps ha dato il via alla presentazione delle domande di accesso all’opzione donna per tutte le lavoratrici che hanno raggiunto i requisiti sopra elencati entro il 31/12/2019.

Essendo che la modifica normativa riguardante l’opzione donna è entrata in vigore solo dal 1° gennaio 2020, e i termini di presentazione di cessazione dal servizio previsti dal Miur (per tutte le lavoratrici del comparto scuola e AFAM) erano previsti per lo scorso dicembre, tutte le lavoratrici interessate potranno effettuare richiesta entro il 29 febbraio 2020.

Ricordiamo infine, che il regime sperimentale donna prevede le finestre mobili d’uscita, per cui dal raggiungimento dei requisiti per accedere alla prestazione all’erogazione del primo rateo pensionistico occorrerà attendere 12 mesi.

Riportiamo di seguito una tabella riassuntiva grazie alla quale le nostre lettrici potranno avere una chiara visione di tutti i parametri da rispettare.

(Scorri orizzontalmente per visualizzare l’intera tabella)

Opzione donna le date di accesso

LavoratriciAutonomeDipendenti PrivatoEx Inpdap, FS e Poste
Requisito contributivo35 anni35 anni34 anni, 11 mesi e 16 giorni
Ultima data per raggiungere il requisito contributivo31/12/201931/12/201931/12/2019
Requisito anagrafico59 anni58 anni58 anni
Ultima data per raggiungere il requisito anagrafico31/12/201931/12/201931/12/2019
Ultima data di uscita utile31/12/196031/12/196131/12/1961
Finestra mobile18 mesi12 mesi12 mesi
Ultima apertura della finestra mobile01/07/202101/01/202101/01/2021

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