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Diritti inespressi o maggiorazioni previdenziali e assistenziali inps: fino a 300 € in più sulla tua pensione. La maggior parte dei titolari di pensioni inferiori al minimo non sono consapevoli della possibilità di alcune misure che consentirebbero loro di percepire degli aumenti sulle prestazioni.

I diritti inespressi sono delle prestazioni che, se non richieste esplicitamente dal pensionato, non vengono erogati autonomamente dall’inps.

diritti inespressi requisiti
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Sicuramente, se sei capitato in questa pagina, è perché ti starai chiedendo cosa sono i diritti inespressi, ma soprattutto quali sono i requisiti che un pensionato dovrebbe possedere per richiedere l’accesso ai diritti inespressi inps 2020.

Pensione: diritti inespressi requisiti

Appare ovvio chiedersi a quale categoria di pensionati spettano tali forme di maggiorazione, quindi spesso i nostri lettori ci domandando “ma i diritti inespressi a chi spettano?”

All’interno dell’articolo ti elencherò tutti i requisiti che l’istituto previdenziale richiede affinché vengano riconosciute le prestazioni.

Si, “prestazioni, perché devi sapere che quando si parla di diritti inespressi 2020, si intende tutte quelle prestazioni che, sommate alla pensione in possesso, comportano un aumento totale dell’importo mensile.

Come ad esempio i diritti inespressi disabili, che comprendono una serie di prestazioni le quali consentono, se in possesso di determinati requisiti, l’aumento dell’assegno socio assistenziale.

Eleno diritti inespressi inps

Anche di questo andremo a parlare all’interno dell’articolo, intanto ti fornisco una panoramica dei profili che potrebbero avere diritto alle prestazioni:

  • pensionati con almeno 65 anni che ricevono una pensione minima;
  • tutti coloro a cui spetta l’assegno familiare perché rispettano determinati requisiti reddituali;
  • diritti inespressi per invalidi civili.

Tutte le prestazioni che rientrano nella categoria dei diritti inespressi inps, vengono appunto definiti “inespressi” proprio perché l’inps, nonostante il pensionato possegga il requisito, non ne prevede  l’erogazione se non successivamente all’inoltro di apposita domanda.

Ovviamente molti si chiederanno “Ma perché l’inps non eroga automaticamente i diritti inespressi?”.

Perché l’istituto previdenziale non è tenuto ad avvisare ed erogare prestazioni senza esplicita domanda dell’interessato.

Ma, allo stesso tempo, attraverso il modello red, che dovrebbe essere compilatodal pensionato e inoltrato annualmente all’istituto previdenziale, l’inps analizza i parametri in possesso del pensionato ed eroga automaticamente i diritti inespressi.

Accade, però, che il “cervellone” digitale dell’istituto previdenziale commetta degli errori come, allo stesso tempo, accade che alcuni pensionati si dimentichino di compilare ed inoltrare il modello red, inconsapevoli delle conseguenze che tale azione potrebbe avere sulle proprie prestazioni pensionistiche.

Dirtitti inespressi modulistica

Nonsotante vi è l’eventualità di errore, sia da parte dell’istituto previdenziale che del pensionato, queste non sono azioni irreparabili.

Mediante un’apposita modulistica, e l’inoltro di determinate prestazioni previdenziali all’interno del portale telematico dell’inps, il pensionato potrà intervenire su eventuali mancate comunicazioni o su eventuali errori dell’istituto previdenziale.

Prima di scoprire dettagliatamente tutti i parametri che regolamentano l’accesso alle diverse prestazioni, occorre precisare che i diritti inespressi spettano solo a una piccola parte dei 16 milioni di pensioonati italiani.

Diritti inespressi elenco

Negli anni sono state innumerevoli le polemiche susseguitesi in funzione di questi famosi “diritti inespressi”, conosciuti anche come maggiorazioni previdenziali e assistenziali.

Questo perché né l’istituto inps, né gli enti che avrebbero dovuto tutelare i diritti dei cittadini in campo previdenziale, hanno mai effettuato una politica di informazione adeguata in merito, appunto, al COSA SONO i diritti inespressi.

Per porre chiarezza a quanto  suddétto, devi sapere che fanno parte dei diritti inespressi tutte quelle prestazioni assistenziali e previdenziali che l’inps eroga a seguito di esplicita domanda inoltrata.

I diritti inespressi 2020 sono:

Devi sapere che tutte queste prestazioni, quale più, quale meno, comportano un aumento dell’assegno pensionistico.

diritti inespressi
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Per richiedere il riconoscimento di uno dei diritti inespressi 2020 sopra elencati, il soggetto avrà la possibilità di fruire di tre differenti domande:

Diritti inespressi assegni familiari

Gli assegni familiari erogati ai possessori di pensioni derivanti da contribuzione da lavoro dipendente, vengono erogati dall’istituto previdenziale una volta che lo stesso analizza i seguenti parametri:

  • il numero dei componenti il nucleo familiare;
  • il reddito complessivo dei componenti il nucleo;
  • la tipologia del nucleo stesso.

In merito al nucleo familiare, ai fini della concessione dei diritti inespressi anf, questo deve essere composto nel seguente modo:

  • il titolare della pensione;
  • il coniuge che non sia legalmente o effettivamente separato;
  • i figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;
  • i figli ed equiparati maggioreni inabili, purché gli stessi non siano coniugati;
  • i figli ed equiparati, studenti o apprendisti di età compiuta pari a 18 anni fino ad un massimo di 21 anni compiuti, purché facciano parte dei “nuclei familiari numerosi”;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti del richiedente, minorenni o maggiorenni inabili, purché gli stessi siano orfani di entrambi i genitori;
  • i nipoti in linea retta minori di 18 anni, a carico del richiedente.

I redditi del nucleo familiare da prendere in considerazione per la concessione di questa tipologia di diritti inespressi, sono quelli assoggettabili all’irpef al lordo delle detrazioni d’imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute erariali.

Diritti inespressi, integrazione al trattamento minimo

Un ulteriore prestazione facente parte dei diritti inespressi, è l’integrazione al trattamento minimo.

Nel caso in cui la pensione del richiedente è inferiore a 515,07 € – importo che varia annualmente per effetto degli indici istat – e nel caso in cui il pensionato non superi determinate soglie reddituali, si avrà diritto all’integrazione di un importo fino al raggiungimento della soglia minima di 515,07 €.

Per rendere chiaro il meccanismo dell’integrazione al trattamento minimo, poniamo ad esempio che una pensione al calcolo puro (per calcolo puro si intende il calcolo della prestazione sulla base dei contributi in possesso del pensionato, in relazione al sistema di calcolo al quale lo stesso è soggetto: retributivo/misto/contributivo) sia di 400 €.

Se il pensionato non supera una soglia di reddito stabilita annualmente, e anche questa soggetta a variazioni sulla base dell’indice Istat, l’inps dovrà integrare una somma pari a 115,07 € affinché, la pensione, raggiunga la soglia minima dell’integrazione al trattamento minimo.

E’ doveroso puntualizzare che tale prestazione spetta solo ai soggetti che rientrano nel calcolo delle prestazioni retributivo/misto.

Se pensi di avere diritto all’integrazione al trattamento minimo, o semplicemente vuoi approfondire l’argomento, clicca nel bottone sottostante che ti porterà nella pagina dell’articolo dedicato.

Integrazione al trattamento minimo
 

 

Diritti inespressi, maggiorazione sociale

Per quanto riguarda la maggiorazione sociale, questa è una prestazione facente parte dei diritti inespressi la quale possiede al suo interno diverse variabili che ne regolamentano l’erogazione.

Iniziamo con lo specificare che questa prestazione viene concessa a tutti quei soggetti che riversano in condizioni economiche disagevoli o, comunque, con redditi al di sotto della soglia minima.

Il reddito, quinndi, è uno dei primi parametri da considerare per capire se si ha, o meno, diritto alla maggiorazione sociale.

Congiuntamente al reddito occorre essere in possesso di un’età anagrafica stabilita per legge e, ovviamente, possedere una prestazione previdenziale o socio assistenziale.

La prestazione può essere riconosciuta ai possessori delle seguenti prestazioni:

  • pensione di vecchiaia;
  • pensione anticipata;
  • assegno ordinario di invalidità;
  • pensione di inabilità;
  • assegno sociale;
  • tutte le prestazioni dell’invalidità civile.

Essendo, la maggiorazione sociale, un argomento complesso, anche in questo caso ti invitiamo a leggere l’articolo dedicato, all’interno del quale, potrai trovare risposte esaustive ad ogni tua domanda in merito alla maggiorazione sociale.

Maggiorazione sociale
 

 

Diritti inespressi disabili

Per quanto riguarda i diritti inespressi disabili, prima di andarli a vedere nel dettaglio, occorre fare una precisazioone.

Quando parliamo di “diritti inespressi disabili” dobbiamo per prima cosa effettuare una distinzione fondamentale andando a capire quale prestazione il disabile percepisce.

Questa distinzione va fatta perché, a seconda che la prestaizone sia previdenziale o socio assistenziale, variano i diritti inespressi disabili ai quali si ha diritto.

Un soggetto definito “dsabile” può avere diritto a fruire delle seguenti prestazioni:

  • previdenziali: assegno ordinario di invalidità, pensione di inabilità;
  • socio assistenziali: assegno mensile di invalidità civile, pensione di inabilità civile.

Ora, ciò che rende radicalmente differenti le prestazioni previdenziali da quelle socio assistenziali, è il requisito amministrativo.

Mentre per le prestaizoni socio assistenziali non è richiesto alcun requisito contributivo, per le prestazioni previdenziali, come lascia intendere il termine stesso, è richiesto un requisito contributivo da rispettare.

Allo stesso modo mutano i requisiti reddituali richiesti per poter avere diritto alle prestazioni.

Mentre per le prestazioni socio assistenziali (assegno di invalidità civile, pensione di inabilità civile) è richiesto il non superamento di una determinata soglia reddituale oltre alla quale l’erogazione della prestazione cessa, per le prestazioni previdenziali concesse ai disabili, se pur sussistono dei requisiti reddituali nell’assegno ordinario di invalidità, questi vanno ad influire solo per quanto concerne la variazione dell’importo della prestazione e non la cessazione dell’erogazione.

La premessa appena esposta è fondamentale perché alcuni diritti inespressi possono essere erogati solo a chi possiede delle prestazioni previdenziali.

Ma quali sono i diritti inespressi fruibili solo da chi possiede prestazioni disabili previdenziali?

I diritti sono i seguenti:

  • assegno familiare;
  • maggiorazione sociale;
  • incremento al milione;
  • integrazione al trattamento minimo;
  • quattordicesima mensilità;
  • e, ovviamente, l’accredito di contributi pregressi non calcolati in fase di prima liquidazione della prestazione.

I diritti inespressi sopra citati, sono prestazioni strettamente legate al possesso di una posizione contributiva e di una prestazione derivante dalla stessa, quindi non potranno essere richiesti dai possessori di prestazioni per disabili di natura socio assistenziale.

I percettori di prestazioni socio assistenziali per disabili potranno invece richiedere solo i seguenti diritti inespressi disabili:

  • maggiorazione sociale.

Dititti inespressi requisiti

Bene, arriviamo al tasto dolente.

Ti starai chiedendo: “posso intuire autonomamente se ho diritto o meno alle prestazioni, o devo per forza recarmi presso un caf/patronato?”

Posso dirti che, con dedizione e pazienza e l’ausilio di alcuni documenti, potrai essere autonomo nel capire se possiedi o meno i requisiti per accedere ai diritti inespressi.

I documenti che ti serviranno sono:

Procediamo per gradi.

Modello obism

Perche ti serve il modello obism per i tuoi diritti inespressi?

Perché il modello obism rappresenta la “busta paga” del pensionato, all’interno del quale è contenuta tutta la sitazione reddituale, comprese le tassazioni, delle pensioni in possesso.

All’interno dell’obism, appuunto, sono anche contenute le diciture dei diritti inespressi “reddituali”, qualora fossero già percepiti.

A titolo d’esempio, se percepisci già l’assegno al nucleo familiare, all’interno del tuo obism questo verrà indicato con la dicitura “anf”.

Ugual cosa per la maggiorazione sociale e la 14esima mensilità.

Quindi, per effettuare una prima analisi e capire se hai diritto, o meno, ai dirititi inespressi erogati a titolo “assistenziale”, ti basterà analizzare il tuo obism e indagare se all’interno sono presenti delle voci che richiamano le prestazioni che ti ho elencato nel paragrafo precendente.

Potrai reperire il modello obism sia richiedendolo presso un caf/patronato, sia scaricandolo presso il portale dell’inps.

Estratto contributivo e ecocert

Per quanto riguarda i diritti inespressi “previdenziali” dovrai essere in possesso del tuo estratto conto previdenziale.

Il mio consiglio è quello di richiedere un ecocert che, a differenza del nosrmale stratto conto previdenziale, certifica e ufficializza la contribuzione in possessoo senza margini d’errore.

Effettuando l’analisi su un comune estratto conto inps, il quale potrebbe non contenere l’esatta contribuzione da te posseduta inquanto non ha valore certificativo, rischi di prendere qualche abbaglio (non dire poi che non te l’avevo detto).

Bene, poniamo il caso che tu abbia richiesto il tuo ecocert e, seduto comodamente nel divano di casa tua, tu voglia capire se hai diritto o meno ad una delle prestazioni previdenziali dei diritti inespressi.

Effettua questi passaggi:

  • metti a confronto l’ecocert con l’estratto conto previdenziale e nota se vi sono delle discrepanze nei contributi riportati;
  • individua gli anni in cui hai effettuato il militare (se uomo) e verifica se sono coperti da contirbuzione militare o meno;
  • individua gli anni in cui sei diventata mamma e verifica se sono coperti da contribuzione per maternità o meno.

Se all’interno del tuo estratto conto, noterai delle discrepanze rispetto agli anni delle tue maternità (se donna), o del tuo congedo militare (se uomo), allora quasi sicuramente l’inps non ha calcolato tale contribuzione e quindi potrai richiedere una ricostituzione per motivi contributivi ed accedere ai diritti inespressi.

Diritti inespressi come fare domanda?

Se sei uno dei fortunati, o sfortunati (perché l’hai capito troppo tardi), dipende da quale punto di vista si vuol vedere la cosa, che hai diritto a prercepire i diritti inespressi, giustamente vorrai sapere come inviare domanda.

Per la domanda avrai due differenti modalità d’inoltro:

  • online: accedendo al portale telematico dell’inps, se in possesso di pin cittadino o spid, potrai inviare autonomamente la tua domanda;
  • caf/patronato: potrai scegliere di farti assistere da un caf/patronato per l’inoltro e la gestione della pratica.