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L’indennità di accompagnamento è una prestazione sociale erogata dall’Inps, a tutti quei soggetti riconosciuti invalidi da una commissione medica incaricata, la quale ne stabilisce il diritto.

Presupposto basilare affinché questa prestazione venga riconosciuta è l’incapacità, fisica o psichica, del soggetto di poter provvedere autonomamente ai compiti della normale attività quotidiana senza l’aiuto di un accompagnatore.

 

Nonostante la commissione medica incaricata dall’Inps sia composta da dottori altamente professionali e che giudicano i pazienti secondo criteri clinici oggettivi, può accadere che un soggetto, nonostante la palese condizione che ne determina l’impossibilità di provvedere autonomamente ai propri compiti quotidiani, si veda respinta la prestazione per la quale ha richiesto il riconoscimento.

In tal caso occorre effettuare una serie di analisi che aiuteranno a capire se effettuando un ricorso indennità di accompagnamento presso il tribunale di riferimento si potrà ottenere il riconoscimento della prestazione.

Il nostro consiglio, una volta ricevuto il verbale che conferma la respinta della prestazione, è quello di recarsi presso un consulente medico per capire se la vostra cartella clinica sia coerente con la vostra condizione psicofisica.

Spesso molte malattie, ritenute superficiali, non vengono poste ad un esame clinico dandole per scontate in quanto evidenti, ma appare ovvio che una commissione medica non può giudicare un soggetto inabile sulla sola base dell’apparenza, ma occorre un chiaro e concreto quadro clinico, quindi la soluzione potrebbe essere quella di effettuare le visite cliniche per le patologie alle quali ancora non si possiede un concreto riscontro medico, potrebbe esservi d’aiuto una rapida occhiata alle tabelle di invalidità civile contenenti le patologie e le relative percentuali di invalidità riconosciute dal Ministero.

Inoltre può accadere che la documentazione clinica sia obsoleta, ovvero gli esami siano stati effettuati molto tempo prima rispetto alla domanda di accompagnamento, e quindi una soluzione potrebbe essere quella di aggiornare il quadro clinico effettuando nuovamente le visite che confermano le patologie delle quali il soggetto è affetto.

Ma quali sono i documenti da allegare per il ricorso indennità di accompagnamento e a quanto ammontano le spese legali?

 

Indennità di accompagnamento: Come fare ricorso

Una volta ricevuta una consulenza medica di parte, il soggetto che vuole fare ricorso indennità di accompagnamento, per vedersi riconosciuto tale diritto, dovrà recarsi presso un legale di fiducia il quale provvederà a iscrivere a ruolo l’ATP (accertamento tecnico preventivo), procedura legale prevista per le prestazioni di invalidità civile.

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Affinché l’avvocato possa espletare al meglio la sua funzione, vi saranno alcuni documenti che il soggetto che avanza ricorso di indennità di accompagnamento dovrà reperire e consegnare all’avvocato incaricato.

Indennità di accompagnamento: I documenti necessari per fare ricorso

Per avanzare ricorso di indennità di accompagnamento, occorrerà essere in possesso di alcuni documenti da consegnare all’avvocato incaricato, e questi sono:

  • Copia della domanda di indennità di accompagnamento;
  • Copia del certificato medico rilasciato dal medico curante necessario per l’invio della domanda;
  • Copia di tutte le cartelle cliniche e certificati medici che attestano le patologie delle quali è affetto il soggetto richiedente;
  • Copia dei documenti di riconoscimento;
  • Copia del verbale attestante la percentuale di invalidità;

 

Indennità di accompagnamento: Entro quanto può essere fatto il ricorso

Per avanzare ricorso di indennità di accompagnamento vi sono dei termini stabiliti dalla legge, decorsi i quali occorrerà effettuare nuova domanda.

Il periodo temporale entro il quale può essere effettuato il ricorso per l’indennità di accompagnamento è di 6 mesi.

Questo periodo temporale deve essere calcolato prendendo in considerazione la data in cui è pervenuto al soggetto richiedente, attraverso posta un ente di patronato, il verbale attestante la percentuale di invalidità.

Per rendere più chiaro l’argomento: Se il verbale di reiezione viene consegnato attraverso mezzo postale il 20/06/2019 si potrà depositare ricorso per indennità di accompagnamento entro il 19/12/2019.