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Caregiver definizione

Caregiver è un termine di derivazione anglosassone che in italiano potrebbe essere tradotto in “colui che si prende cura”, infatti lo stesso termine viene utilizzato per indicare tutti quei familiari che assistono un parente in condizioni di gravità o di handicap.

Allo stesso modo il dizionario italiano riporta la seguente definizione di caregiver:

Chi, a livello professionale o familiare, presta assistenza a un malato, specialmente terminale.

Dalla definizione di caregiver si passa poi a quella di caregiving, la quale non ha un significato differente da quello di caregiver ma ne rappresenta un suo sostantivo.

Una volta chiarito il significato del termine andiamo adesso a capire quali sono i requisiti inps caregiver, quali sono le sue funzioni e come il caregiver familiare deve fare domanda.

Caregiver in Italia

caregiver in Italia, secondo le stime Istat, rappresentano circa un quarto della popolazione, ovvero circa 15.000.000 di persone con età compresa tra i 15 e i 64 anni ricoprono questo ruolo.

Nella maggior parte dei casi l’attività di caregiver è dedicata alla cura di persone non più autosufficienti, e quindi affette da handicap in stato di gravità.

Questo comporta un enorme sacrificio al punto tale che circa il 60% dei caregiver familiari si ritrova ad abbandonare la propria occupazione per dedicarsi a tempo pieno alla cura del proprio congiunto.

Le stime riportano:

  • 22.666.000 sono i nonni che si prendono cura dei propri nipoti, e che quindi fungono da caregiver;
  • 3.329.000 i caregiver che assistono anziani con disabilità;
  • 10.994.000 i genitori che si prendono cura di figli minori di 15 anni.

Sempre appellandoci ai dati forniti dall’Istat, l’istituto conferma che i caregiver sono principalmente donne suddivise nelle seguenti fasce di età:

  • il 40% ha un’età tra i 46 e i 60 anni;
  • il 30% inferiore ai 45.

Un’ulteriore dato degno di riflessione rappresenta il tasso di disoccupazione presente nella categoria dei caregiver familiare.

Infatti, sempre l’Istat, riporta che il 60% dei caregiver è disoccupato.

La motivazione è la stessa che abbiamo citato all’inizio dell’articolo, ovvero, che spesso a ricoprire questo ruolo sono familiari che, dovendosi dedicare per circa 20 ore alla settimana ai propri cari, non riescono ad equilibrare l’attività di caregiver con quella da lavoro. 

Cosa fanno i caregiver?

Oltre all’assistenza, il caregiver, deve provvedere a tutte quelle attività collaterali.

Queste possono essere:

  • occuparsi delle situazioni amministrative e contabili;
  • stringere e mantenere rapporti con strutture che si occupano della persona;
  • il trasporto nelle varie strutture ospedaliere per esami e controlli;
  • altre attività collaterali che rientrano nei bisogni dell’essere umano.

Quello del careviger è un compito gravoso, nella maggior parte dei casi queste persone si ritrovano ad affrontare l’insorgere di una malattia o di un incidente del tutto impreparati e senza alcuna competenza e consapevolezza del ruolo che andranno a svolgere.

I compiti dipendono dalla malattia che affligge l’assistito, questi variano da una sorveglianza passiva ad un’assistenza attiva e continua.

cosa fanno i caregiver

Caregiver familiare come fare domanda?

Ad oggi non vi è alcuna legge che stabilisce diritti e doveri dei caregiver, e allo stesso modo non esiste alcuna definizione legislativa che ne identifichi la figura.

Il primo intervento che ha dato voce e importanza ai caregiver in Italia è la L. n. 205/2017 (legge di bilancio del 2018) la quale ha istituito un fondo statale.

Questo fondo ammonta a 60 milioni di euro che verranno ripartiti in 3 anni, quindi 20 milioni di euro l’anno verranno messi a disposizione per creare iniziative volte a tutelare la figura in questione.

Ovviamente affinché si possa usufruire di queste tutele devono essere rispettati alcuni parametri, non ancora del tutto chiari, ma in qualche modo specificati da alcune norme che formano un elenco dei soggetti considerati caregiver per la legge Italiana, ovvero:

  • Il coniuge, il convivente di fatto e l’altra parte dell’unione civile possono essere caregiver;
  • Un familiare può esserlo di altro familiare entro il secondo grado (nonno/nipote);
  • Un coniuge può esserlo degli affini (parenti dell’altro coniuge) entro il secondo grado (cognati o nonno dell’altro coniuge);
  • Un familiare può essere caregiver anche di un parente di terzo grado, ma in questo caso può esserlo solo nei casi previsti dalla legge 104 e solo nel caso in cui questo parente sia stato riconosciuto invalido e sia titolare di indennità di accompagnamento.