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Rita 2020, che cos’è?

La rita 2020 – rendita integrativa temporanea anticipata – è quella prestazione che consente a tutti quei lavoratori che possiedono l’iscrizione presso un fondo pensione complementare, di riscuotere le somme (versate fino al momento della richiesta rita 2020) che vengono erogate dal fondo complementare sottoforma di pensione anticipata.

La pensione rita è stata introdotta dalla L. n. 232/2016, nonché dall’art. 1 comma 168 lett. a, della legge finanziaria del 2017.

La pensione anticipata rita 2020 ha come finalità quella di offrire, mediante forme pensionistiche complementari, un valido sostegno finanziario – agli iscirtti delle medesime forme pensionistiche complementari – che sono prossimi al pensionamento di vecchiaia.

All’interno dell’articolo potrai trovare tutte le informazioni in relazione alla rendita integrativa temporanea anticipata (rita), una simulazione della pensione rita e scoprire se la rita conviene.

Buona lettura!

Rita 2020, a chi spetta?

Come prima puntualizzazione occorre tenere presente che il primo requisito per poter usufruire della rita 2020 è quello di possedere un’iscrizione alle forme pensionistiche complementari in regime di contribuzione definita.

La pensione rita 2020 può essere richiesta dai seguenti soggetti:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • lavoratori dipendenti del settore pubblico.

Rita 2020, requisiti

I requisiti che gli aderenti devono possedere, al fine di poter richiedere la rendita integrativa temporanea anticipata sono:

  • cessazione lavorativa;
  • almeno 5 anni di partecipazione ad una forma pensionistica complementare;
  • maturazione dell’età anagrafica per poter usufruire della pensione di vecchiaia nel reggime obbligatorio entro 5 anni dalla richiesta della rita 2020;
  • possedere almeno 20 anni di contribuzione presso il reggime contributivo obbligatorio di appartenenza.

In alternativa:

  • cessazione dell’atttività lavorativa;
  • inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a 24 mesi;
  • almeno 5 anni di partecipazione ad una forma pensionistica complementare;
  • maturazione dell’età anagrafica che consente la percezione della pensione di vecchiaia nel reggime obbligatorio entro 10 anni dalla stipula della pensione rita.

Rita conviene?

La rita 2020 consiste nell’erogazione di un capitale, per il periodo di tempo considerato, pari al montante accumulato -all’interno della gestione previdenziale complementare – dal soggetto richiedente.

I vantaggi nel richiedere la rendita integrativa temporanea anticipata sono:

  • la pensione rita è incentivata fiscalmente, in modo simile alle rendite erogate dalla previdenza complementare. Tale incentivo prevede che la parte imponibile della rita – sia che questa rappresenti l’intero importo del montante accumulato che una piccola parte – sia assoggettata a tassazione con la ritenuta a titolo di imposta con un’aliquota del 15% che viene ridotta dello 0,3% per ogni anno eccedente il quindicesimo di partecipazione a forme pensionistiche complementari, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali sino ad abbassare l’aliquota sostitutiva al 9%;
  • compatibilità con altri redditi. La rita è compatibile con eventuale pensione anticipata, con tutte le forme di ape (volontaria, aziendale o sociale), con l’isopensione e la Naspi, nonché con i redditi da lavoro che dovessero intervenire successivamente alla sua erogazione;
  • eredi. In caso di decesso durante l’erogazione della rendita integrativa temporanea anticipata, la posizione individuale è riscattata secondo le ordinarie modalità di riscatto per premorienza.

Pensione rita 2020, quali sono gli svantaggi?

La prestazione appare ovviamente appetibile, nel caso in cui si voglia acccedere ad una forma di pre-pensionamento, ma occorre fare anche le dovute valutazioni in merito al nascere di alcune conseguenze in caso di richiesta di rita.

La richiesta della rendita integrativa temporanea anticipata, comporta una diminuzione del fondo di previdenza complementare accumulato che, nella maggior parte dei casi, era stato predisposto per possedere una pensione di scorta durante gli anni di quiescenza.

L’unico lato negativo nella rita 2020, è appunto la diminuzione delle somme accumulate per la pensione di scorta, circostanza che può apparire più o meno svantaggiosa a seconda dei casi soggettivi.

Come si richiede la rita 2020?

Per richiedere la rita basterà andare sul sito dell’ente presso il quale è stato sottoscritto il fondo di previdenza complementare e scaricare l’apposito modulo.

Il alternativa ci si potrà recare presso gli uffici dell’ente.

Una volta in possesso del modulo, questo va compilato ed inoltrato attraverso mezzo postale, all’indirizzo indicato dal fondo di previdenza.

La rita può essere revocata?

Certo, per revocare la rita l’iscritto può compilare un apposito modulo – reperibile sempre presso il portale e/o l’ufficio dell’ente di previdenza complementare – e richiedere la revoca della prestazione.

Tale richiesta dovrà essere inoltrata, mediante mezzo postale, all’indirizzo inidcato dal fondo di previdenza complementare di appartenenza.