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Il Decreto Ristori è l’ultima manovra varata dal Governo per gestire l’emergenza Covid. Il Dpcm, in vigore fino al 24 novembre, è stato approvato nel pomeriggio del 27 ottobre. Potrebbe tuttavia essere integrato dal nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in arrivo il 2 novembre.

Qual è la situazione oggi? Il Decreto Ristori sostiene economicamente le famiglie e le imprese penalizzate dalla seconda ondata di Covid-19. Buona parte dei 5 miliardi stanziati con questo Dpcm andranno a dare un po’ di respiro a tutte le attività che rimarrano chiuse a partire dalle 18 dopo la sua entrata in vigore.

Vediamo quali sono i principali aiuti che il Governo ha previsto per chi si trova in difficoltà.

I contributi a fondo perduto al centro del Decreto Ristori

Dei 5-6 miliardi stanziati circa 3 andranno a coprire i ristori per le attività chiuse totalmente o chiuse dalle 18 durante questo mini-lockdown.
Decreto Ristori a chi spetta la gran parte dei contributi a fondo perduto che ha erogato il Governo? A tutte le attività il cui fatturato cala in seguito al mini-lockdown. Parliamo soprattutto di palestre, bar, ristoranti, teatri e cinema.

I ristori a fondo perduto verranno accreditati dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente degli aventi diritto in due tranche:

1) entro il 15 novembre per chi abbia già usufruito dei contributi a fondo perduto grazie al Decreto Rilancio. In questo caso non è necessario presentare nuova domanda e gli aiuti potranno crescere fino al 200% rispetto a quanto ottenuto in precedenza;
2) entro metà dicembre a chi li richiede per la prima volta.

C’è un limite di fatturato oltre il quale non si può richiedere gli aiuti? No, i ristori sono garantiti per tutti i lavoratori delle attività investite dalle ultime restrizioni ma i contributi a fondo perduto ammonteranno a 150 mila euro al massimo per singola attività.

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Il Decreto Ristori estende il Bonus affitti imprese

Bonus affitti imprese: cos’è? Il bonus affitti è stato introdotto dal Decreto Rilancio e prorogato dal Decreto Agosto. Si tratta di una misura di emergenza varata dal Governo a favore dei titolari di tutte le attività d’impresa penalizzate dall’emergenza Coronavirus che abbiano come sede un immobile pagato in affitto.

È un credito di imposta che copre il 60 percento degli affitti per immobili commerciali. Il Decreto Ristori ha esteso a ottobre, novembre e dicembre il bonus affitti Decreto Rilancio con lo scopo di proteggere le attività frenate dalle restrizioni di ottobre, si pensi per esempio ai ristoranti che chiudono alle 18.

Bonus affitti a chi spetta? Ai titolari di attività di impresa, arte o professione che corrispondano un canone mensile per locazione di un immobile commerciale, a patto che riescano a dimostrare un calo del 50 percento dei propri ricavi a causa dell’emergenza sanitaria nazionale.

Stop alla seconda rata Imu

Il Decreto Ristori ha pensato anche ai titolari d’impresa proprietari di un locale commerciale.

La seconda rata IMU 2020, in scadenza il 16 dicembre, è annullata per le attività sottoposte alle restrizioni del Dpcm, come palestre, ristoranti e bar.

Rinnovo del Reddito di emergenza

Il Reddito di emergenza non scade più l 15 ottobre ma viene prorogato per novembre e dicembre.

REM a chi spetta? Non solo ai beneficiari dell’aiuto in base al Decreto Agosto; possono fare domanda tramite il sito dell’INPS anche le famiglie il cui reddito è stato inferiore a 800 euro nel mese di settembre.

L’importo è calcolato in base al numero dei familiari e va da un minimo di 800 e un massimo di 1.600 euro.

+ 6 settimane di Cassa Integrazione

Il Governo ha concesso 6 settimane in più Cassa integrazione alle attività che avevano già richiesto le 9 settimane aggiuntive della Cassa integrazione Covid con il Decreto Agosto e a quelle penalizzate dalle ultime disposizioni di legge.

I datori di lavoro che beneficiano del provvedimento dovranno distribuire le 6 settimane in un arco temporale che va dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021.

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Licenziamenti in stand-by

Il Governo fa il possibile per non far pagare il prezzo più alto dell’emergenza Coronavirus ai suoi cittadini. Per questo motivo ha sospeso i licenziamenti fino al 31 gennaio 2021 con il Decreto Ristori; il premier Conte ha dichiarato di recente che con ogni probabilità il blocco dei licenziamenti durerà fino al 21 marzo prossimo.

Bonus 1ooo euro una tantum

Decreto Ristori, lavoratori dello spettacolo e stagionali: a chi spetta il bonus 1000 euro e quali sono i requisiti per richiederlo? Questo è sicuramente uno dei punti più controversi dell’ultimo Dpcm: in tanti, infatti, si sono chiesti quali fossero i presupposti per ottenere queste indennità.

Innanzitutto parliamo di una somma una tantum (che viene attribuita una volta sola) introdotta dal Decreto Agosto per andare incontro ai bisogni delle sole categorie di lavoratori maggiormente danneggiati da quest’emergenza sanitaria.

A grandi linee ne hanno diritto i lavoratori stagionali del turismo e quelli dello spettacolo.

Nel dettaglio sono coinvolti anche:

  • i lavoratori degli stabilimenti termali;
  • i venditori porta a porta;
  • gli stagionali di settori diversi dal turismo, per esempio l’agricoltura;
  • i prestatori d’opera;
  • i lavoratori intermittenti;
  • i lavoratori senza partita Iva e senza iscrizione ad altre forme previdenziali.

Requisiti per richiederlo

Oltre a rientrare in una delle categorie di lavoratori appena indicate, chi richiede il Bonus 1000 euro novembre deve:

  • aver cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 29 ottobre 2020;
  • aver svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nello stesso periodo;

e NON deve:

  • essere titolare di pensione o di Naspi;
  • avere già un rapporto di lavoro dipendente al momento della richiesta.

Si è parlato molto dei lavoratori dello spettacolo che sono stati messi a prova durissima dalla pandemia. Facciamo chiarezza una volta per tutte su quale sia la loro situazione rispetto al Bonus 1000 euro. Ecco cosa dice il sito del Governo Italiano:

Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati dal 1° gennaio 2019 al 29 ottobre 2020 (entrata in vigore del Decreto Ristori), cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità, pari a 1000 euro.
Tale indennità spetta anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati dal 1 gennaio 2019 al 29 ottobre 2020, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.

Conclusioni

Sono questi  i principali aiuti che al momento il Governo ha disposto per famiglie e imprese in difficoltà durante la seconda ondata di pandemia.

E non è tutto qui: ricevono sostegno economico grazie al Decreto Ristori anche altre categorie di lavoratori. I tassisti, per esempio, che dal 29 ottobre, cioè il giorno in cui è entrato in vigore il Dpcm, stanno guadagnando molto meno a partire dalle 18 oppure le agenzie di viaggio e i tour operator i quali hanno ottenuto 400 milioni a fondo perduto e esteso gli ammortizzatori sociali fino alla fine dell’anno.

Bene, non ci resta che aspettare il prossimo Dpcm!