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Che cos’è quota 100?

Prima ancora di andare a capire quali sono le ultime novità riguardanti la pensione quota 100, cerchiamo di riassumere in breve come funziona quota 100.

Quota 100 è una prestazione introdotta dalla legge di bilancio del 2019 che consente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro a tutti quei soggetti che possiedono congiuntamente i seguenti requisiti:

  • 62 anni di età;
  • 38 anni di contributi.

E’ stata introdotta per cercare di contrastare i più aspri requisiti per l’accesso al pensionamento introdotti dalla riforma Fornero.

esempi quota 100
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Occorre tenere a mente che quota 100 non è una prestazione del tutto definitiva, infatti il governo ha ufficializzato l’ingresso della prestazione stabilendo una durata temporale della stessa pari a 3 anni.

Appare ovvio che, nel caso in cui non dovesse essere confermata, la prestazione sarà accessibile solo a quei soggetti che maturano i requisiti sopra citati nel triennio che va dal 2019 al 2021.

Affinché tu possa avere chiara l’età che consente l’accesso alla prestazione, all’interno dell’articolo potrai trovare una tabella quota 100 in riferimento all’età pensionabile.

Quota 100 penalizzazioni?

Sicuramente ti starai chiedendo se la pensione comporta delle penalizzazioni sull’importo dell’assegno.

Negativo, la pensione quota 100 non prevede alcuna penalizzazione sull’importo dell’assegno, vi è però una forma di penalizzazione nei riguardi dei dipendenti pubblici che decidono di andare in quiescienza attraverso questa particolare forma di pre-pensionamento.

La penalizzazione di cui stiamo parlando riguarda il pagamento dell’indennità di fine servizio che, secondo quanto stabilito dall’articolo 24 del decreto legge 201 del 6 dicembre 2011, verrà corrisposta nel momento stesso in cui il soggetto matura il diritto alla stessa, ovvero al compimento dell’età pensionabile previsto dalla pensione di vecchiaia.

Ma come fare domanda per quota 100?

La procedura è abbastanza semplice e resa nota dal messaggio 395/2019 dell’Inps.

E’ stata introdotta all’interno del portale telematico dell’istituto previdenziale un’apposita sezione, al di sotto del menù “pensione anticipata”, “Requisito quota 100”.

quota 100 quando fare domanda
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Per l’invio della prestazione saranno due le modalità:

  • invio quota 100 online: se in possesso di pin cittadino rilasciato dall’inps, o in alternativa di spid, si potrà accedere all’interno del portale telematico e inviare autonomamente la domanda;
  • invio quota 100 tramite patronato: se si desidera ricevere maggiore assistenza all’inoltro ci si può rivolgere ad un istituto di patronato il quale provvederà all’inoltro e alla comunicazione di eventuali messaggi da parte dell’inps.

Pensioni quota 100 tabella

Effettuare il calcolo dell’età pensionabile attraverso la quota 100 è semplice.

Totale di anni di contributi versatiAnni di età anagraficaTotale
38 anni di contributi62 anniQUOTA 100
38 anni di contributi63 anniQUOTA 100
38 anni di contributi64 anniQUOTA 100
38 anni di contributi65 anniQUOTA 100
38 anni di contributi66 anniQUOTA 100
38 anni di contributi67 anniPensione normale

Adesso andiamo a capire quali sono le ultimissime novità quota 100.

Quota 100, Fornero: “E’ stata una trappola”

Elsa Fornero, ex Ministro del lavoro e delle politiche sociali, afferma l’inconsistenza della misura che ha generato solo false aspettative.

quota 100 penalizzazioni
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“Ci aspettavamo un intervento sull’età pensionabile subito dopo la nostra riforma, ma non si può pretendere di far scendere drasticamente l’età pensionabile per poi tornare come prima dopo tre anni”

Allora quali sono le alternative alla quota 100 secondo la Fornero?

“Trovare una soluzione più sostenibile, anche sulla base dei nuovi dati sulla demografia e l’economia del paese, ovvero cominciare a porre qualche restrizione in più a quota 100 dal 2021, anche solo posticipando la finestra di accesso di sei mesi”.

Quota 100 un fallimento?

Sostanzialmente quota 100 è stata introdotta non solo per dare la possibilità di uscire prima dal mondo del lavoro, ma soprattutto per favorire il cambio generazionale consentendo ai giovani di occupare i posti rimasti vacanti grazie alle manovre di prepensionamento.

Ma le stime sono state smentite o raggiunte?

Il cambio generazionale è stato veramente attuato o è solo un’illusione?

quota 100 news
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Purtroppo i dati fino ad oggi confutati sembrano non confermare le stime dello scorso anno.

Quota 100: le stime del 2019

A marzo dello scorso anno, subito dopo l’introduzione della quota 100, la Fondazione studi dei consulenti del lavoro, stimava che almeno 100mila giovani avrebbero trovato lavoro grazie al tasso di turnover agevolato da circa 300mila uscite anticipate.

Il tasso di sostituzione tra giovani e pensionati veniva cosi ripartito:

  • 20% per i lavoratori autonomi;
  • 10% dipendenti pubblici;
  • 60% per il settore privato.

Sulla base di queste percentuali la stima affermava che sarebbero andati in pensione:

  • 63mila autonomi;
  • 94mila dipendenti del settore pubblico;
  • 157mila lavoratori del settore privato.

E successivamente vi sarebbero state assunzioni per:

  • 9mila tra gli autonomi;
  • 12mila nel settore pubblico;
  • 94mila nel settore privato.

Ma la realtà non ha trovato riscontro con i dati e le stime effettuate.

Partiamo dalle stime che erano state effettuate riguardo alle domande quota 100 che sarebbero state inoltrate nel corso dell’anno.

La stima iniziale prevedeva 314mila uscite dal mondo del lavoro grazie a quota 100, stima che è stata ridimensionata nel corso dell’anno a 200mila.

Nella realtà, invece, le domande inoltrate sono state le seguenti:

  • 77mila a febbraio;
  • 33mila a marzo;
  • 18mila ad aprile;
  • 15mila a maggio;
  • 34mila a giugno, luglio e agosto.

Dai dati sopra riportati si può notare una netta differenza rispetto alle stime effettuate, infatti a novembre 2019 le domande di quota 100 inoltrate ammontavano a 197mila.

quota 100 in pericolo
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Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, a gennaio 2020 ha fornito le stime ufficiali delle domande di quota 100 effettivamente liquidate.

La stima ufficiale afferma che 150mila sono state le domande liquidate contro le previsioni che erano state fatte all’inizio di gennaio 2019 pari a 300mila.

Sono di non poca importanza, in funzione del turnover, i dati che riportano la suddivisione delle domande per categorie:

  • 74mila nel settore privato;
  • 42mila nel settore pubblico;
  • 33mila nel settore dei lavoratori autonomi.

La fondazione studi consulenti del lavoro aveva stimato un tasso di sostituzione pensioni quota 100-giovani del 37%.

Dalla stima sopra riportata emerge che il rapporto lavoratori in entrata con lavoratori in uscita avrebbe dovuto essere di un’entrata ogni 3 uscite.

Successivamente, grazie ai dati e alle stime al 3° semestre del 2019, sempre i consulenti del lavoro hanno riportato un tasso superiore ovvero del 42%, quindi 4 giovani in entrata ogni 10 in uscita.

L’aumento delle assunzioni sembra sia riconducibile alle agevolazioni provenienti dal contratto di apprendistato, soprattutto nelle assunzioni di giovani under 29.

Sempre secondo il rapporto, il maggior ricambio generazionale è avvenuto nel settore terziario, mentre per quanto riguarda le categorie dei legislatori, imprenditori, reparti dirigenziali, posizioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, sono pochi i posti occupati dai giovani in entrata.

Quali sono le novità per quota 100?

Come afferma il Sole 24 Ore, quota 100 potrebbe non vedere l’alba del 2021 in virtù della sostituzione con una nuova riforma.

In questi mesi il Ministero del lavoro in concerto con gli organi rappresentativi dei sindacati stanno lavorando ad una nuova riforma delle pensioni che, oltre ad una pensione di garanzia e ad un nuovo sistema di indicizzazione, preveda misure di flessibilità per anticipare l’uscita dal mercato del lavoro.

Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, afferma che tutti i risparmi non utilizzati per quota 100 (1,5 miliardi per il 2019, 2,2 miliardi per il 2021) andranno a confluire all’interno dei nuovi interventi previdenziali.

Ancora oggi sembra esserci un accesso braccio di ferro tra Governo e sindacati.

Mentre gli ultimi vorrebbero un’età pensionabile di 62 anni o eventualmente il conseguimento di 41 anni di contributi per uscire dal mondo del lavoro, il Governo vorrebbe invece un’opzione di flessibilità meno costosa di quota 100.